Pianeta Viola

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Il Pianeta Viola

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IL PIANETA VIOLA

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PREMESSA

La protagonista del racconto A? una bambina di nove anni che si chiama Giulia. La sua forte attrazione per il cielo e il suo immenso desiderio di scoprire lai??i??ignoto la accompagnano in un meraviglioso viaggio onirico ove immaginazione e realtAi?? si mescolano, offrendo a Giulia una chiave di lettura per la sua stessa esistenza. Come un razzo che si spara verso il cielo, lei si getta in un altro pianeta di colore viola e la scelta cromatica di questo nuovo mondo non A? stata casuale. Il viola, molto spesso, A? il colore preferito dai bambini ed A?, soprattutto, il colore della metamorfosi, della transizione, del mistero, della magia (come viene spiegato nel XIAi?? capitolo). In questo pianeta lei si scontra, infatti, con le sue paure, fino a mutare i suoi pensieri e la sua persona. Eai??i?? un cammino in cui Giulia rivede se stessa e, prendendosi cura di ciA? che le accade, ne coglie i vari significati per costruire e progettare il suo futuro. Partendo dalla concezione Hegeliana di ai???essere-in-sAi??ai???, quale condizione necessaria di origine di ogni essere, Giulia esce da se stessa ( essere ai???fuori-di-sAi??ai???) per smarrirsi, superare la crisis e rientrare, infine, in sAi?? (ai???in-sAi??-per-sAi??ai???) con spirito nuovo, cosciente e realizzato. Il suo errare attraverso il tempo e il movimento cosmico favoriscono (nuova visione di adolescenza, superamento delle sue tristezze) un distacco dalla realtAi?? e dalla routine, portandola a distruggere le vecchie concezioni e a creare nuove strutture di conoscenza.

CAPITOLO I

Cai??i??era una volta una bambina di nome Giulia, che si divertiva a guardare le stelle tutte le sere dalla finestra della sua cameretta.

Vicino al letto conservava un grande cannocchiale a cui teneva particolarmente poichA? gli era stato regalato dal caro nonno Carlo per il suo 9Ai?? compleanno.

Nonno Carlo le aveva spiegato che nellai??i??universo si trovano tanti pianeti quanti gli anni che Giulia compiva in quel dAi?? e che, pertanto, sarebbe stato quello, per lei, il momento migliore per scoprire le bellezze del cielo.

Da grande studioso ed appassionato di astronomia, incitava la nipotina per farla innamorare di ciA? che lui definiva lai???ai???infinito tesoro bluai???, ovvero, del cielo.

Giulia scartA? il regalo e ne rimase entusiasta, tanto che da quel giorno, ogni sera se ne stava nella sua cameretta, posizionata davanti alla finestra, pronta ad annotare tutto ciA? che osservava e scopriva attraverso quel potente strumento. Si divertiva anche a guardare le nuvole e la pioggia, quando non si riuscivano a guardare le stelle!

Mamma Rosa, perA?, iniziava a preoccuparsi. Ogni sera, infatti, la sua dolce bimba se ne stava chiusa nella sua cameretta e non permetteva a nessuno di rivolgerle la parola. Voleva stabilire un ai???contatto con il cieloai???, si giustificava Giulia, ma, in realtAi??, sua mamma la vedeva sempre piA? isolarsi e chiudersi in se stessa. Per questo motivo, mamma Rosa qualche volta le vietava di osservare il cielo durante il giorno: preferiva vedere sua figlia giocare con le sue amiche, piuttosto che starsene tutta sola nella sua stanza. Mamma Rosa era una donna molto ansiosa e per scacciare o limitare tutte le sue insicurezze dava molta importanza allai??i??osservanza delle regole; anche sua figlia era costretta a seguirla costantemente, fino alla nausea. Molte volte Giulia si sentiva soffocare da questo continuo controllo sul comportamento e, sebbene amasse sua madre, provava forti sentimenti contrastanti nei suoi confronti. Lei, infatti, non era una bambina di docile natura: aveva un carattere forte e molto spesso si ribellava alle richieste di sua madre. Tuttavia, con le amiche non riusciva ad essere aperta ed espansiva: sua madre le diceva sempre di non fidarsi degli altri e di non parlare troppo di sAi?? e pertanto Giulia non riusciva a confidarsi con nessuno. E quando sentiva dire dalle sue maestre o dalle sue amiche che lai??i??amicizia si basa sulla fiducia lei scoppiava in lacrime e si chiudeva ancora di piA? in se stessa. Questi erano i motivi per cui la bambina non vedeva lai??i??ora di chiudersi in camera e di rapportarsi con il solo suo grande amico, ossia, il cielo. Con lui parlava, si esprimeva, sorrideva, si emozionavaai??i?? Non cai??i??era proprio niente da fare: Giulia non vedeva lai???ora di cenare, perchA? sapeva che dopo avrebbe potuto mettersi in ai???contattoai??? con il Cielo. Era lAi?? che, per Giulia, iniziava la sua vera avventura!

ai???Che bella la Luna!ai??? pensA?, sapendo bene che questa non era un pianeta. Era attratta dalla sua luce riflessa, dalla sua forza. Eai??i?? cosAi?? grande, sebbene sia un puntino rispetto alla Terra ed al Sole! E quanti crateri sono presenti sulla sua superficie, seppure non vi siano vulcani attivi. Insomma, Giulia era affascinata da questo satellite, in quanto la faceva sognare, la faceva immaginare e, soprattutto, perchA? era ben visibile anche ad occhio nudo.

Nel suo diario, la bambina scrisse:

ai???Mia cara Luna, a te piace giocare a nascondino, e a volte riesci benissimo a nasconderti.. ma molto spesso dimentichi di coprire una parte di te e quindi ti si riesce sempre a vedere! Poi hai tanta sete e allora attiri lai??i??acqua del mare verso di te: non A? che sei un poai??i?? invidiosa del pianeta Terra? Poi sei una tipa sportiva, perchA? non sei mai ferma, giri sempre intorno alla terra! Unai??i??altra cosa che mi piace di te A? che raramente ti diverti a portare buio sulla nostra Terra, non facendoti vedere per almeno quindici giorni: che birichina sei!!ai???.

Giulia non si limitava ad osservare il cielo, ma comunicava con esso e con i suoi elementi. Parlava a voce alta, attribuendo unai??i??anima a tutto ciA? che vedeva, finchA? non arrivava lai??i??ora di spegnere la luce e di dormire.

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